TERME TAMERICI

Così denominate per gli alberi vicino alla polla d'acqua che fu rinvenuta nel 1843. L'attuale ingresso è stato ricavato dalla casa colonica che tutt'oggi, arricchita e decorata ospita le Terme, a cui vennero aggiunte alcune costruzioni  costellate da un copioso apparato di bifore, merli, archetti pensili e stemmi secondo il gusto neomedievale ed il Salone della mescita ne costituisce lo Stabilimento Termale. L'edificio è ricco di decorazioni in grés e ceramica di Galileo Chini, realizzate dalle Fornaci San Lorenzo. Sono presenti sotto forma di piastrelle, tessere ceramiche per pannelli ed elementi a rilievo, nel loggiato, nel grande finestrone sulla facciata ovest e in diversi punti della costruzione. Altro elemento decorativo è la fontana marmorea con un putto di bronzo e una rana dello scultore fiorentino Raffaele Romanelli. Ma il maggior pregio artistico lo troviamo nella Sala della mescita, che oggi ospita il bar, dove il Chini nel 1910 ne disegnò le piastrelle del pavimento e delle pareti oltre a due grandi pannelli ceramici raffiguranti dei butti.